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LIBRI. Per un nuovo Umanesimo manageriale


L'autrice Angela Deganis e la giornalista Graziella Giangiulio presentano in Hotel Villa Rosa il saggio umoristico di umanesimo manageriale su come cavarsela in azienda con il sorriso. "Manager per caso" solleva il velo di Maya e scandaglia senza pudore le idiosincrasie aziendali e le relazioni umane tra manager. L’obiettivo? Portare consapevolezza e sorrisi in azienda e rendere più leggero e piacevole il percorso dei giovani futuri manager e di chi, a dispetto del quiet quitting e della great resignation, in azienda ci vuole restare e migliorare le cose dall’interno. Tempo di quiet quitting e great resignation anche in Italia. I dati parlano chiaro. Secondo uno studio diffuso dal Ministero del Lavoro, la percentuale di dimissioni volontarie è cresciuta del 37% nel 2021 rispetto agli anni precedenti. Il report “State of the glocal workplace” di Gallup evidenzia invece che solo il 21% dei lavoratori europei si sente ingaggiato nel suo lavoro e solo il 33% se ne sente appagato. Dati che raccontano un’insofferenza verso un certo tipo di ecosistema aziendale e la necessità di un nuovo approccio manageriale anche nel nostro paese. È in questo contesto che arriva in libreria “Manager per caso”, una guida lavorativa di umanesimo manageriale imbevuta di una abbondante dote di umorismo, la risposta semiseria al disagio del manager, un sussurro alla coscienziosa e pacifica rivoluzione del professionista che non se ne vuole andare, in sit-in per una vita serena anche tra le quattro mura aziendali. L’obiettivo? Portare valore nella vita dei manager e armonia tra una call e l’altra. Pensato per manager, giovani, studenti e per chiunque abbia un capo o un collega e intessuto di citazioni letterarie, filosofiche, musicali e cinematografiche, “Manager per caso” consta di quattro sezioni. Ne “Il popolo dei manager” incontriamo diciotto sfumature di manager la cui descrizione è preceduta da una citazione che ne stigmatizza l’essenza. Dal manager Ponzio Pilato che se ne lava puntualmente le mani al manager Cassandra che predice il futuro ma ognuno di noi ovviamente non le crede, fino al più temuto di tutti, il Grande Dittatore. E ancora i manager Willy Wonka, Nerd, Vulcano, Chanel, Peter Pan, il manager scalatore e molti altri. Nella sezione “Vita da manager” incappiamo in scene di vita vissuta in azienda, dal reale male endemico nelle aziende – la riunionite - alle cene di reparto e alle relazioni che i manager per caso intessono tra di loro, con i veri manager e con le figure che ruotano attorno al mondo aziendale, dai formatori ai consulenti, fino ai manager di aziende terze. Alla fine di queste carrellate, Pills, sezione dedicata alle pillole di sopravvivenza, e il test “E tu che manager sei?” In quarta di copertina un Qrcode rimanda ai contenuti integrativi dell’Extended book, la nuova piattaforma Morellini che permette di andare oltre il libro, seguire i consigli manageriali dell'autrice in formato video, scoprire quali libri, film, serie tv e guru hanno ispirato Manager per caso e ascoltare le playlist per un Manager che non deve chiedere mai. “Morellini editore cerca da sempre di interpretare lo spirito del tempo e di usare l’arma della leggerezza quando possibile - spiega l’editore Mauro Morellini -. Il libro di Angela Deganis interpreta appieno questi due elementi, raccontando un fenomeno contemporaneo con la giusta dose di ironia.” “Secondo l’Istat 17.800.000 italiani lavorano in azienda. Di questi 113.000 sono dirigenti e 441.000 manager – ricorda l’autrice Angela Deganis -. On line, in sala mensa, nei corridoi, su Teams, Hangouts e Googlemeet talvolta si respira tangibile la difficoltà di gestione della vita in azienda. Mi sono chiesta, con una platea così numerosa, perché non parlarne. Perché non allietare la giornata faticosa del manager con una lettura nella quale identificarsi sorridendo di sé stessi? Perché non formare i giovani potenziali manager a un’azienda migliore e sostenibile?” “Manager per caso” nasce da questo afflato, sotteso dalle teorie del filosofo coreano Byung-Chul Han e da un grande insegnamento della disciplina giapponese dell’Ikigai per cui la ricerca di un proprio posto nel mondo (anche lavorativo) coincide con la conquista di un proprio equilibrio.




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