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Act più Act meno



L’America si appresta a dare una nuova spallata all’Europa con l'Inflation Reduction Act’ ma qua dall’alta parte dell’Atlantico nessuno se ne è accorto. È Natale. Ci sono i regali da fare. Capire come spendere la 13^ se in bollette o andando a sciare. Una scelta davvero drastica. 


Il presidente francese Emmanuel Macron ha agitato le mani, dicendo che sarà la morte per l’economia europea ma nessuno l’ha visto. In Italia i comuni cittadini non hanno capito che cosa è un “act” figuriamoci un ‘Inflation Reduction Act’. Tre termini scritti in lingua inglese tutti di fila. Qualche testata italiana ne ha parlato ma il momento non è quello giusto: ci sono i mondiali di calcio e poi c’è il Qatargate, le ricette di Natale, la parodia sul’agenda del premier. Insomma riflettere sulle conseguenze economiche di una legge americana non se ne parla. 


Sul sito del americano democrats.senate.gov però c’è il testo della legge e per chi volesse cimentarsi è scritto tutto lì nero su bianco: “L'Inflation Reduction Act del 2022 rappresenta uno storico passo avanti nella riduzione del deficit per combattere l'inflazione, investire nella produzione energetica e manifatturiera nazionale e ridurre le emissioni di carbonio di circa il 40 per cento entro il 2030”. 


E prosegue affermando: “Il disegno di legge consentirà finalmente a “Medicare" di negoziare per i prezzi dei farmaci da prescrizione ed estenderà il programma Affordable Care Act per tre anni, fino al 2025”. “La nuova proposta di legge per la riconciliazione del bilancio per l'anno finanziario 2022 investirà circa 300 miliardi di dollari miliardi di dollari per la riduzione del deficit e 369 miliardi di dollari per i programmi di sicurezza energetica e cambiamento climatico nei prossimi dieci anni”.


Ma il bello viene dopo il preambolo:” l'accordo prevede l'approvazione di una legislazione completa sulla riforma delle autorizzazioni prima della fine dell'anno fiscale. La riforma dei permessi è essenziale per sbloccare i progetti nazionali di energia e di trasmissione, che ridurranno i costi per le imprese. Progetti energetici e di trasmissione nazionali, che ridurranno i costi per i consumatori e ci aiuteranno a raggiungere i nostri obiettivi di emissioni a lungo termine”. 


A questo punto qualche imprenditore europeo non ci ha visto chiaro e si è agitato e ha proposto a livello europeo l'equivalente dell'Inflation Reduction Act statunitense.


E sempre lui, che probabilmente odia il Natale, il presidente francese è andato da Joe Biden, presidente statunitense affermando che per l'economia dell'UE sarebbe un disastro a causa della legge per ridurre l'inflazione ma Biden ha detto che non è vero. Macron offeso dagli Stati Uniti, è tornato ai campi Elisi  e si è messo di buzzo buono a risolvere da solo i problemi che deriveranno dall’Act americano .


Purtroppo l’Europa ora ricorda un adolescente ribelle che è stato allevato con il metodo "bastone e carota", poi preso a “calci nel culo” e cacciato di casa. Tutta la voglia di indipendenza dalla Russia ora comincia avere un peso insopportabile, perché si aggiunge la concorrenza “sleale”, diciamolo  anche con leggerezza, da parte USA.


Molti considerano la preparazione dell'equivalente europeo dell'Inflation Reduction Act statunitense come una dichiarazione di una guerra commerciale statunitense, ma in realtà il documento sembra più un bambino davanti al banco del forno che batte i piedi al diniego della madre dell’acquisto del dolce, nella più totale impotenza.


Non solo l’Europa, non ha molti premier che hanno il coraggio di Macron. Ci troviamo con molti vasi di coccio in un carro di vasi di ferro. Il presidente del Consiglio europeo Charles Michel, ad esempio, nutre ancora la speranza di risolvere le divergenze con gli Stati Uniti attraverso il dialogo.


L'UE ha capito che ha bisogno di riconquistare la sua sovranità, persa nei lontani anni ’40 del Novecento, se non prima. Tuttavia, non è così facile, dato che l'industria europea sta sistematicamente riducendo la produzione. Non possiamo nemmeno più guardare a Oriente avendo deciso di tagliare i ponti con la Russia e quindi con l’India e la Cina, già in forse quelli con Medio Oriente, e gli Stan. 


Una soluzione c’è. Sedersi a un tavolo composto oramai da una 30 di sedie e capire cosa è meglio per l’Europa e poi comunicare questa decisione all’America e non aspettare il permesso per fare. Ma l’Europa non ne è capace. 


E allora finiremo per essere un luogo dove gli anziani vanno a morire, magari in belle strutture affacciate sul mare. Aspettando l’ultima spiaggia.


AGATHA

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